Codice del Terzo Settore – Adeguamenti statutari

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In questo articolo si vuole fare riferimento alla circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, pubblicata il 27 dicembre 2018 che ha per oggetto “Codice del Terzo settore. Adeguamenti statutari”.
In questa circolare vengono spiegati gli elementi interpretativi inerenti gli adeguamenti statutari. Le associazioni di volontariato ( ODV ) le associazioni di promozione sociale ( APS ) e le Onlus devono adeguare i loro statuti entro il 2 agosto 2019. Quindi  vengono analizzati tutti i passaggi e gli adeguamenti.


La Riforma del Terzo Settore inizia ad essere applicata in maniera puntuale con la pubblicazione in data 27 dicembre 2018 della circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, “Codice del Terzo settore. Adeguamenti statutari” che fornisce le indicazioni operative per organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e Onlus, iscritte ai rispettivi registi, sull’attuazione del Codice del Terzo settore.
Quindi si inizia da degli enti già definiti che avranno una classificazione già identificata nel futuro RUNTS ( salvo per le Onlus di cui analizzeremo separatamente )
La Circolare entra nel merito degli elementi interpretativi inerenti gli adeguamenti statutari, anche con specifiche indicazioni.
Ma quali sono queste indicazioni ?
1. Il termine del 2 agosto 2019: Il termine per adeguare gli statuti riguarda solo le ODV, le APS e le ONLUS iscritte ai rispettivi registri e albi. Gli altri enti non iscritti, ad uno dei tre registri, non hanno alcun obbligo di adeguamento.
Perché solo queste tre categorie? Perché questi Enti sono già iscritti in Registri ed automaticamente , senza nulla presentare trasmigheranno nel RUNTS ( Registro Unico Nazionale Terzo Settore )
2. Modalità di approvazione delle modifiche: la Circolare ribadisce che le ODV, le APS e le ONLUS potranno apportare le modifiche di adeguamento agli statuti in assemblea ordinaria, quindi beneficiando della “semplificazione” prevista al comma 2 dell’art. 101 del CTS, se però tali modifiche saranno realizzate entro il termine del 2 agosto 2019.
In cosa consiste la semplificazione ?
Nel poter deliberare le modifiche obbligatorie con le maggioranze richieste per le delibere di un’assemblea ordinaria e non straordinaria . Situazione molte importante se si pensa a quegli Enti presenti in tutta Italia o che hanno un numero elevato di associati , e alle difficoltà che si incontrerebbero nel dover convocare gli associati presso un Notaio e deliberare con le maggioranze richieste
Invece se i medesimi enti procederanno alle modifiche statutarie oltre il termine del 2 agosto 2019, dovranno applicare quanto disposto dai propri statuti per l’assunzione delle delibere modificative degli statuti e non beneficeranno della “semplificazione”.
3. Applicabilità della “semplificazione” alle tipologie di modifica: il beneficio della semplificazione, e quindi delle modalità e delle maggioranze previste per le deliberazioni dell’assemblea ordinaria, potranno essere attivabili limitatamente a due tipologie di modifiche statutarie: le prime devono ricondursi a quelle modifiche aventi carattere inderogabile per gli adeguamenti alle disposizioni del CTS ( Codice del Terzo Settore ); le seconde riguarderanno l’introduzione di clausole statutarie finalizzate a regolare ambiti che il medesimo CTS evidenzia essere derogabili, pur sempre nei limiti definiti dai principi espressi nello stesso.
Quindi se si decide di modificare contemporaneamente alcune clausole dello lo statuto, con modifiche che non risultano richieste dal CTS si dovrà deliberare con le maggioranze indicate nel proprio statuto
4. Gli enti con personalità giuridica e le modifiche. Per le ODV, le APS e le ONLUS con personalità giuridica la circolare precisa i seguenti aspetti:
• fino all’istituzione del Registro Unico Nazionale del Terzo settore (e alla conseguente possibilità di applicare l’art.22 del CTS) le modifiche statutarie continueranno a richiedere l’approvazione dell’autorità statale o regionale ( regione o prefettura ) in conformità al dettato dell’articolo 2, comma 1 del D.P.R. n. 361/2000;
• le modifiche che potranno accedere al sistema delle semplificazioni saranno solo quelle inerenti a quanto riportato nel punto precedente;
• rimane ferma la necessità dell’atto pubblico per le modifiche da apportare.
Si ricorda però che :
Il ministero ribadisce ciò che aveva già indicato nella nota direttoriale di dicembre 2017: gli enti costituiti dopo il 3 agosto 2017 devono essere conformi alle disposizioni previste dal codice del terzo settore, ad esclusione di quelle che dipendono dall’operatività del Runts e pertanto nessun adeguamento è richiesto.
Gli enti che non hanno obbligo di adeguamento entro il 2 agosto 2019, come si deve procedere?
Per gli altri enti non iscritti, ad uno dei tre registri, che non hanno alcun obbligo di adeguamento; la Circolare ministeriale specifica però che questi ultimi, se entro l’attivazione del Registro Unico del Terzo Settore intendano procedere all’iscrizione ai Registri delle ODV, delle APS o all’Albo anagrafico delle ONLUS dovranno adeguare i propri statuti al D.Lgs. 117/2017 e con le modalità indicate dalla Circolare medesima.
Modalità di approvazione delle modifiche: per quegli enti non iscritti, che vorranno iscriversi ad uno dei tre registri, sarà necessaria la corresponsione dello statuto al CTS, le modifiche apportate nel rispetto delle proprie disposizioni statutarie, e non beneficeranno della “semplificazione” di cui all’art. 101.
Quindi se entro la data di attivazione del RUNTS degli enti vogliono iscriversi ai registri per trasmigrare poi direttamente dovranno adottare le modifiche indicate senza beneficiare della semplificazione .

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