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Viralità e NO PROFIT

Quello di cui parliamo in questo articolo è uno strumento che, se contestualizzato con una buona strategia di comunicazione, permetterà ad ogni associazione di raggiungere i propri obiettivi di breve termine. No, non parliamo di miracoli, ma come usare gli strumenti digitali.

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6 cose da sapere sul 5xmille

Dal 2006, lo Stato italiano permette ai cittadini di fare una scelta nella loro dichiarazione dei redditi, indicando quali enti sovvenzionare con una quota della propria Irpef (equivalente appunto al 5×1000).

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Adeguamento statuti – Contenuti obbligatori

C’è il contenuto obbligatorio necessario per gli statuti degli ETS.
Ma quale? Lo statuto di un Ets deve necessariamente indicare la forma giuridica, i principi generali, le finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, l’assenza di scopo di lucro e la destinazione del patrimonio, le modalità di esercizio da parte degli associati e degli aderenti del diritto ad esaminare i libri sociali.

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Il progetto Socyza vuole aiutare le associazioni e gli enti del terzo settore a crescere pensando al futuro; ed è per questo motivo che abbiamo aperto collaborazioni con professionisti del settore per affrontare materie e tematiche diverse con l’obiettivo, appunto, di presentare: novità normative, procedure, regolamenti e prassi, concetti  e strumenti digitali, tendenze e tutto ciò che ruota intorno alla digitalizzazione del terzo settore nel mondo.

Il team di Socyza ha l’onore di avere con sé lo studio della Dott.ssa Daniela Morlacchi Presidente della commissione «enti no profit e cooperative sociali» ODCEC Milano.

Lo scopo è quello di condividere con tutta la community gli articoli scritti dalla Dott.ssa Morlacchi e dai suoi collaboratori sulle norme del terzo settore e i vari aggiornamenti.

Gli interventi avranno contenuti di valore, con risposte certe e specifiche ai quesiti più significativi e comuni sul terzo settore ed il non profit; con un focus particolare alle Associazioni in tutte le sue forme (Onlus, di volontariato sportive, culturali e ricreative, di promozione sociale).di questa

Per aiutare gli enti del terzo settore a comprendere l’importanza della digitalizzazione come un processo di sviluppo, un cambiamento vantaggioso ed uno strumento per la crescita, abbiamo stretto delle collaborazioni con alcuni professionisti specializzati in materie digitali. Lo scopo è di raccontare la digitalizzazione, soprattutto i suoi benefici, il suo uso e come questa può far crescere: il numero di soci, di donazioni e di tempo a disposizione per il raggiungimento degli obiettivi. La digitalizzazione come una evoluzione naturale ed un aiuto concreto per il terzo settore per: crescere, aumentare gli incassi e le donazioni e ottimizzare le risorse.
Tutto questo verrà spiegato da:

Hope Marketing Sociale di Giovanni Saladino;

Quei Bravi Ragazzi di Silvia Ciuffitelli e Lugi Di Maso.

Domande & Risposte

All’interno di questa sezione del blog riporteremo le risposte dei professionisti che collaborano con Socyza ed hanno dato alle associazioni o enti della community: dagli approfondimenti di leggi, regolamenti, al web marketing, analisi social network e consigli generici su come usare il web nel miglior modo per i vostri enti. 

Lo studio della Dott.ssa MorlacchiHope e Quei bravi ragazzi sono a completa disposizione per rispondere alle vostre domande. Ciascuna Associazione iscritta o che si iscrive nella community di Socyza può chiedere una consulenza gratuita su un massimo di 3 quesiti. Un servizio di cui siamo orgogliosi e estremamente grati a Daniela, Giovanni, Silvia e Luigi per il tempo che mettono a disposizione per le Associazioni, spinti dalla loro passione verso questo mondo ed il loro lavoro.

Inviaci le tue domande completando il format qui sotto e ti risponderemo entro 72 ore:

L’assicurazione è obbligatoria secondo le norme del Codice del Terzo Settore per i volontari. Il Codice del Terzo settore ha definito le caratteristiche principali dell’attività di volontariato:  la totale gratuità dell’opera del volontario;  la regolamentazione del rimborso delle spese e l’incompatibilità con forme di prestazione retribuita. Attenzione meritano le novità introdotte sulla figura del volontario nei primi due commi dell’articolo 17. Per la prima volta nella legislazione italiana, il volontario non viene considerato tale solo in funzione della sua adesione a un’organizzazione di volontariato (l.266/91) ma anche come “persona che, per sua libera scelta, svolge attività in favore della comunità e del bene comune, anche per il tramite di un ente del Terzo settore, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per promuovere risposte ai bisogni delle persone e delle comunità beneficiarie della sua azione, in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti, ed esclusivamente per fini di solidarietà (117/2017, art. 17, comma 2). Siamo di fronte ad un riconoscimento normativo del volontario e dell’attività da esso svolta nell’intera società civile, con un allargamento dei confini del suo operato a tutto il nuovo mondo degli enti del Terzo settore (Ets) così come previsti dalla nuova normativa. In questa fase di completamento della Riforma e in assenza del Registro Unico del Terzo settore, ricordiamo che nel novero degli enti del Terzo settore figurano le Associazioni di promozione sociale, le Organizzazioni di volontariato e le Onlus di opzione, cioè quelle iscritte all’Anagrafe Unica dell’Agenzia delle Entrate, che, entro il 3 agosto 2019, dovranno scegliere se essere Ets. Per tutelare l’azione di volontariato e l’interesse generale a cui risponde, il Codice del Terzo settore – analogamente a quanto era previsto per le Odv dalla legge 266/91 – obbliga gli Enti di Terzo settore a predisporre, per i volontari che svolgono attività in forma non occasionale, un registro dei volontari (art. 17, c. 1, D.lgs 117/17). Mentre gli Ets che si avvalgono di volontari sia occasionali che non occasionali hanno l’obbligo di “assicurarli contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell’attività di volontariato, nonché per la responsabilità civile verso i terzi” (articolo 18, comma 1, D.lgs 117/17).  Quindi il Codice del Terzo settore prevede l’iscrizione nel registro solamente dei volontari degli Ets non occasionali e, invece, la copertura assicurativa per i tutti i volontari degli Ets sia occasionali che non occasionali (comma 6 dell’art. 17). Da sottolineare però: non può ritenersi volontario quell’associato che “occasionalmente coadiuvi gli organi sociali nello svolgimento delle loro funzioni”. Vale a dire che chi opera all’interno di un’organizzazione in modo gratuito e spontaneo ma unicamente in supporto all’attività degli organi sociali e in modo discontinuo, non è un volontario. Inoltre, la copertura assicurativa è “elemento essenziale” (art. 18, c.2, D.lgs 117/17) delle convenzioni tra Ets e amministrazioni pubbliche, con oneri a carico delle ultime. L’articolo 18, inoltre, prevede un apposito Decreto Ministeriale (mai pubblicato e il cui termine di approvazione è scaduto) con cui saranno individuati i meccanismi assicurativi semplificati, anche attraverso polizze numeriche, e regolate le caratteristiche del registro e le forme di controllo. Al di là di questi vincoli normativi, quando si decide di realizzare un progetto o un servizio che coinvolga volontari è necessario pensare  quali saranno le responsabilità a cui si può essere chiamati a rispondere. Questa attenzione è richiesta anche dalla necessità di rapportarsi come “buon padre di famiglia” nel rapporto con i propri volontari e verso chi si relaziona alla propria organizzazione. Indicazioni di sintesi 

• in assenza del Registro Unico del Terzo settore, nel novero degli enti del Terzo settore figurano: Aps, Odv e le Onlus di opzione;
• a partire dal 3 agosto 2017, per i volontari che operano in questi enti deve essere applicato quanto previsto dalla norma e cioè gli obblighi assicurativi e di tenuta del registro dei volontari;
• per le Organizzazioni di volontariato non ci sono cambiamenti rispetto al passato, poiché la legge 266/91 prevedeva già questi adempimenti nella gestione dei volontari:
• Associazioni di promozione sociale e Onlus di opzione invece per la prima volta sono obbligate a rispettare gli adempimenti assicurativi previsti.

In attesa del Decreto Ministeriale che interverrà nel merito delle coperture assicurative e su come realizzare e utilizzare il registro dei volontari, conviene attenersi al principio di tutela, procedendo in analogia con il Decreto Ministeriale del 14 febbraio 1992 che, per determinare i volontari soggetti all’assicurazione, regolava la tenuta del registro volontari delle Odv prevedendo la loro identificazione anagrafica e in relazione al periodo di attività svolta nell’organizzazione. 

Naturalmente poi ad eccezione dei volontari le associazioni saranno soggette ad assicurazione degli associati o dei terzi secondo l’attività svolta. Si sottolinea quindi che il solo obbligo per le associazioni e gli enti del terzo settore, , rispetto alle altre società in altre forme giuridiche costituite, è quello di assicurare i volontari non occasionali e correttamente registrati  

Purtroppo non è possibile rispondere a questa domanda perché dipende dai casi specifici .  Se si intende che corsi effettuati vengono “ venduti ai soci ad un prezzo e ai non soci ad un altro” questo è possibile , altrimenti indicatemi il caso specifico.

È una domanda abbastanza generica, ma è una cosa che lamentano in molti. Bisognerebbe innanzitutto capire come è stata fatta la sponsorizzazione, quindi ragionare sull’immagine usata, la didascalia, il target (pubblico) di destinazione e il budget.

È proprio su questi ultimi punti che gran parte delle persone che fanno una sponsorizzata si perdono.

L’errore più comune che fanno molti è sponsorizzare direttamente dal post, grazie a una semplice tab che Facebook mette a disposizione sotto al contenuto, “Metti in evidenza il post”, proprio per rendere semplice l’attivazione di una pubblicità a pagamento.

Il problema è proprio questo.

Sponsorizzando dal post, ci precludiamo molte personalizzazioni dell’inserzione, avendo quindi un ventaglio di possibilità di successo ridotte. Non siamo padroni del nostro destino pubblicitario facendo così, insomma.

Quindi, per concludere e rispondere alla domanda.

Oltre a valutare la creatività della pubblicità e il budget, spesso e volentieri chi prova a sponsorizzare senza competenze specifiche, deve conoscere gli errori più comuni che si compiono.

Spesso il motivo dell’insuccesso delle sponsorizzazioni è la mancanza di conoscenze dello strumento. Prima ancora del problema del budget minuscolo.

Pubblico simile, pubblico personalizzato, come fare a indirizzare una sponsorizzazione alle persone che hanno già interagito con i miei video o hanno mandato messaggi alla pagina, non devono essere più un tabù. Anche per chi non fa questo mestiere, ma vuole semplicemente essere più consapevole delle opportunità che la comunicazione digital offre.

Risposta secca: sì.

A seguire, risposta dettagliata 😊

Si prevede che entro il 2020 i video occuperanno il 75% del traffico da mobile. Questo vuol dire due cose.

Che i video saranno praticamente l’unico contenuto da cui saremo attratti per recepire informazioni e unico stimolo verso l’interazione.

Questo ci dice anche che i social saranno contaminati dai video, più di quanto non lo siano ora, e quindi la “concorrenza” per ottenere l’attenzione degli utenti sarà spietata.

Dietro all’esplosione dei video c’è un ragionamento di algoritmo dei social stessi e una questione neurologica degli utenti.

I video sui social sono ben visti dall’algoritmo perché offrono più possibilità di interazione rispetto ad altri contenuti (click per la riproduzione, visualizzazioni, tempo medio di visione).

Per forza di cose vengono recepiti dagli algoritmi come contenuti che ottengono più interazioni, e quindi secondo il ragionamento che fa un algoritmo, sono recepiti come contenuti di maggiore qualità.

Dal punto di vista dell’utente, entra in gioco la neuroscienza e la nostra propensione ad essere più recettivi e attratti da immagini e colori in movimento.

I video hanno più punti di contatto di un’immagine o di un testo. Stimolano di più.

E poi richiedono uno sforzo e un’attenzione minore (ragionamento che si potrebbe fare anche con i podcast e la radio, che non muore e non morirà mai).

Se non si ha budget, o peggio ancora tempo, sarebbe meglio lasciar perdere.

È una risposta emblematica che può creare frustrazione in chi legge, ma purtroppo o per fortuna, la comunicazione non è uno scherzo.

E appunto, se non si hanno le fondamenta per una buona comunicazione, è meglio non comunicare.

Perché una comunicazione errata o fatta male, fa più danni dell’invisibilità, che invece in questa era digitale sembra quasi una parolaccia.

Ma il primo assioma non scritto della comunicazione è proprio: “Se non hai nulla di intelligente da dire, risulta molto più intelligente star zitto”.

Diciamo questo perché la comunicazione è un asset fondamentale per un progetto.

A proposito di asset, e per rispondere alla domanda, se proprio dobbiamo scegliere, consigliamo assolutamente di munirsi almeno di un proprio sito internet.

Ci sono varie ragioni che ci spingono a consigliare questa scelta. Qui vi parleremo di quella più importante.

Il sito è un asset proprietario. Cosa vuol dire?

Che il sito è al 100% un elemento di tua proprietà, in tutti i sensi.

I social domani potrebbero sparire o cambiare le regole, come è già successo. I social ormai non sono più gratis ma a pagamento (concetto troppo ampio da spiegare in due righe).

Il sito invece dobbiamo iniziarlo a concepire come casa nostra, il nostro salotto.

Il sito è la vetrina virtuale di quello che siamo offline. È il più efficiente dei biglietto da visita.

Possiamo personalizzarlo come vogliamo (la bacheca di un social invece si attiene a elementi preimpostati) e soprattutto le regole di un sito non cambieranno mai, mentre gli algoritmi dei social sono in continua evoluzione.

Infine, il sito offre davvero possibilità di guadagno, indiretto o diretto.

Questo è uno degli argomenti che vengono tirati in ballo più spesso durante i nostri corsi di formazione.